Gesù e le donne secondo Enzo Bianchi

Gesù-e-le-donneEinaudi ha appena pubblicato Gesù e le donne di Enzo Bianchi. Si tratta di un saggio breve ma intenso che nella sua semplicità e infinita chiarezza  ci aiuta a comprendere il  rapporto di Gesù con le donne che facevano parte del suo entourage, quelle che sono state aiutate da lui e infine coloro che pur non conoscendolo, sono state di fondamentale apporto per la diffusione del Vangelo. Un testo a mio avviso decisivo, che pone nuove prospettive e ci impone una riflessione profonda sul ruolo delle donne nella vita e nelle opere del Cristo.

Rivoluzionaria la sua visione della Maddalena le cui lacrime erroneamente vengono da sempre associate al pentimento:

Maria è la sola che piange per Gesù morto! È solo Pietro l’icona evangelica che piange per i suoi peccati, la sua orrenda viltà [...]. Pietro non piange su Gesù ma su di sé, per aver tradito l’amico (cfr. Mc 14,72 e par.). Sì, Pietro dovrebbe essere icona del pentimento cristiano e Maria Maddalena icona dell’amore per Gesù!” (pag. 110).

1 la peccatrice 2Parole potenti che vanno finalmente a scardinare la credenza gregoriana secondo la quale la peccatrice per eccellenza sarebbe Maria Maddalena. Un errore che risale al 14 settembre del 519 d.C., quando papa Gregorio Magno pronunciò una famosa omelia in cui riuniva nella figura di Santa Maria Maddalena sia la peccatrice che lavava i piedi di Gesù in casa di Simone, sia Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro. Maria di Magdala era detta appunto “Maddalena” probabilmente per la sua città di provenienza, ma veniva chiamata “Maddalena” soprattutto per distinguerla dalle altre Marie, che seguivano Gesù. Basandosi sui Vangeli di Luca e di Marco – nei quali si dice che da lei erano usciti sette demoni - papa Gregorio riuniva nella figura della Maddalena la donna che aveva molto amato, e che veniva perdonata da Gesù, con Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro. Maria di Magdala venne quindi giustapposta sia a Maria di Betania, sia alla peccatrice che unge i piedi di Gesù in casa di Simone il Fariseo, forse nella città di Nain.

Ma Enzo Bianchi non si occupa solo della Santa di Magdala a cui papa Francesco ha ripristinato l’antica definizione di “Apostola Apostolorum“. Nel saggio si parla anche di tutte le altre, persino di coloro che non hanno un nome.

Gesu_e_la_samaritana“Rialzati, alza la fronte, sta’ in piedi, non restare una donna curvata”, cosí dice idealmente Gesú alla donna malata in sinagoga, e cosí dice idealmente a ogni donna. In ogni tempo e in ogni luogo. Conoscere la storia della donna curva o di quella malata di emorragia uterina, della samaritana o dell’adultera, della donna straniera o dell’apostola degli apostoli, ci dice moltissimo di Gesú e di come il suo magistero incida sulla nostra vita. Il suo esempio, infatti, ci potrebbe di nuovo insegnare “a camminare insieme nella diversità riconciliata e la convivenza sarebbe piú bella e piú buona“.

maria-maddalena-madonnaAl tempo di Gesù, la vita di una donna in Israele non era facile. Il mattino di ogni giorno l’ebreo osservante recitava, e recita tuttora, questo ringraziamento: “Benedetto il Signore che non mi ha creato né pagano, né donna, né schiavo”. La letteratura sapienziale dichiara infatti che mentre la donna vergine è desiderata per le nozze, quella sposata è “vite feconda nell’intimo della propria dimora” e la sua piú alta vocazione è essere la padrona della casa. Previdente, accorta, economa, educatrice di una prole numerosa. Dunque la donna è una presenza nascosta, afona nella società, la sua vita è dedicata alla famiglia, e viene amata finché resta al «suo» posto: il posto stabilito dagli uomini. Anche se poi alcune donne avevano una loro importanza e dignità, è su un tale sfondo religioso e culturale che si staglia la figura di Gesù. Ma il Rabbi porta anche qui la novità rivoluzionaria del Vangelo. Attraverso i vangeli sinottici e il vangelo secondo Giovanni, Enzo Bianchi recupera e ci racconta le vicende emblematiche del rapporto di Gesù con le donne incrociate in vita. Incontriamo cosí fra le altre la donna malata di emorragia uterina che ha il coraggio di toccare il Messia sebbene impura; la donna straniera, greca e per di piú di origini siro-fenicie, quindi pagana; le sorelle Marta e Maria; la donna sorpresa in adulterio, e infine Maria di Magdala, l’apostola degli apostoli. Se uno dei modi più fecondi per conoscere un uomo o una donna è indagarne le relazioni con gli altri, il modo con cui guarda le persone scegliendo di averne accanto alcune invece di altre, allora osservare le relazioni di Gesù con le donne che incontra, che sceglie e che lo scelgono, ci può dire moltissimo sul suo insegnamento ma anche sulla nostra vita quotidiana di uomini e di donne. E può dire molto anche alla società e alla chiesa di oggi. Afferma Bianchi: “Sarebbe infatti necessario, che la Chiesa, le chiese, tornassero senza paura semplicemente a ispirarsi alle parole e al comportamento di Gesù verso le donne, assumendone i pensieri, i sentimenti, gli atteggiamenti umanissimi e, nello stesso tempo, decisivi anche per la forma della comunità cristiana e dei rapporti in essa esistenti tra uomini e donne“.

Enzo Bianchi (Castel Boglione, Monferrato, 1943) è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose e autore di numerosi testi sulla spiritualità cristiana e sulla tradizione di dialogo della Chiesa con il mondo contemporaneo. Collabora con «La Stampa», «Avvenire», e in Francia con «La Croix» e «Panorama». Per Einaudi ha curato: nel 1997 Il libro delle preghiere, nel 1999 Poesie di Dio, nel 2001 Regole monastiche d’Occidente , e pubblicato nel 2006 La differenza cristiana , nel 2008 Il pane di ieri , nel 2009 Per un’etica condivisa, nel 2010 L’altro siamo noi. Nel 2010 escono, sempre per Einaudi, Ogni cosa alla sua stagione e Insieme, che raccoglie La differenza cristianaPer un’etica condivisa e L’altro siamo noi; nel 2013, Fede e fiducia; nel 2014, Dono e perdono; nel 2015, Spezzare il pane e, nel 2016, Gesù e le donne.

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