Kathleen McGregor: intervista alla regina dei mari e del romance storico d’avventura

Kathleen McGregorIn occasione dell’uscita in tutte le librerie dell’ultimo capitolo della Saga del Mar dei Caraibi, “L’Irlandese”, edito da Leggereditore, è stata la stessa autrice, Kathleen McGregor a svelarci il segreto del suo successo. “L’Irlandese” infatti, in libreria da poche settimane, complice forse un’estate che sembra ancora non voler iniziare, ha infiammato il cuore di moltissime lettrici, trasportandoci in un mondo in cui il mare, il sole, l’amore e l’avventura la fanno da padroni. I protagonisti di quest’ultimo romanzo sono Don Juan Corraya, potente governatore di una colonia spagnola, e la bella e giovane Alma De Castillo, perdutamente innamorata del capitano Quintano, dal quale aspetta un bimbo, concepito in una clandestina notte d’amore prima della sua partenza per la Giungla. Quando Corraya viene a reclamarla in moglie, Alma si oppone con tutte le sue forze, ma, alla fine è costretta a cedergli e a seguirlo dovunque, covando nei suoi confronti un odio che la infiamma come mai le è accaduto prima. Ma siamo sicuri che dietro al gesto di Juan non si nasconda qualcos’altro? Ha preso in moglie Alma solo per puntiglio e senso di possesso perché gli era stata promessa, o forse sta cercando di proteggerla da un triste destino?

Azione, adrenalina, sensualità: questo è solo l’inizio di una spirale di avventura e passione che vi travolgerà in una lettura assolutamente godibile, grazie allo stile curato, sia nei dettagli storici, sia nei dialoghi e nell’introspezione dei personaggi, più complessi e ben delineati di quel che si possa pensare.

“L’Irlandese” è il terzo capitolo della Saga composta da “Corinna. La Regina dei Mari”, i cui protagonisti sono la ribelle Corinna e il corsaro Dorian O’Rourke, e “Cuore Pirata” dove si raccontano le avventure della bella Glen e dell’ex filibustiere Walter Avery, oltre a uno spinoff, che si inserisce tra “Corinna” e “Cuore Pirata”, e che narra la storia del capitano John McFee e della dolce Soledad. I personaggi di ogni romanzo compaiono anche negli altri capitoli della Saga, in un intreccio narrativo condotto in modo magistrale dall’autrice, che, nonostante la complessità delle vicende, riesce a dipanare i nodi al momento giusto, mantenendo sempre alta la tensione del lettore. Ma sentiamo dalla stessa Kathleen McGregor quali sono i segreti del suo talento.

 

Raccontaci qualcosa di te: scrittrice per caso o per vocazione? Cosa ti ha portato a intraprendere questa professione con tanto successo?

Ho sempre avuto una propensione a fantasticare e a crearmi un mondo mio, la passione per la scrittura è stata una sorta di completamento a questa mia indole solitaria. È nata quando ero una ragazzina. Ma è stato solo in età adulta che ho capito quanto fosse importante per me.

Parlaci della genesi della Saga del Mar dei Caraibi: da dove nasce l’idea di approfondire questi temi?

L’idea della saga in realtà si è sviluppata a posteriori. Non sapevo, quando ho iniziato a scrivere “Corinna”, che sarebbero seguiti altri romanzi. È stato solo dopo il successo della prima edizione, che tutto il resto ha iniziato a prendere forma e a diramarsi quasi in modo autonomo, grazie al carisma di alcuni personaggi e alle mille possibilità che questo mondo andava man mano offrendo.

I tuoi romanzi sono senz’altro una geniale miscela di diversi generi: dal romanzo storico, al romance, all’avventura? A quale di questi generi ti senti più vicina, se dovessi sceglierne uno?

Senz’altro al romanzo d’avventura. La mia passione per la lettura, e in seguito per la scrittura, è nata con romanzi d’avventura, che regalavano alla mia voglia di evasione proprio quello di cui avevo bisogno per prendere il volo.

Parlaci dei tuoi personaggi: è incredibile come tu sia riuscita, soprattutto per quanto riguarda le protagoniste femminili, a creare eroine così profondamente diverse tra loro. È stato difficile coniugare l’amore e l’avventura?

No, non è stato difficile. Come l’avventura, nel senso più puro del termine, porta a superare ogni genere di avversità, così l’amore porta a riscoprirci, a superare le nostre debolezze e a ritrovare in noi forze che non crediamo neppure di possedere.

“L’Irlandese”, l’ultimo romanzo della tua Saga, da poco disponibile in tutte le librerie, scioglie delle vicende lasciate in sospeso in “Corinna. La regina dei mari” e in “Cuore pirata”. Quando hai iniziato a scrivere avevi già tutto in mente o sono stati i personaggi stessi a guidarti verso il loro destino?

Come accennato prima, niente di quello che è accaduto dopo Corinna era previsto. È stata la magia dei personaggi, che mi hanno guidata man mano che le trame si dipanavano.

La struttura dei tuoi romanzi è molto articolata e complessa, ma, nonostante gli intrecci arditi, tutto si legge in modo molto scorrevole. Sei tra quegli scrittori metodici che non scrivono più di tre pagine al giorno, sempre alla stessa ora, o ti lasci guidare dall’ispirazione del momento e passi le notti davanti al computer, senza accorgerti del tempo che passa?

Non c’è una vera regola nel metodo con cui scrivo, se non che cerco di scrivere tutti i giorni. Mentre invece seguo una regola nel modo di scrivere, al punto che sono capace di buttare nella spazzatura interi capitoli, se quello che ho scritto non mi soddisfa in pieno. Ciò che scrivo deve essere credibile, verosimile e coinvolgente, prima di tutto per me stessa.

La ricostruzione storica nei tuoi romanzi è estremamente precisa e meticolosa, grazie anche all’equilibrio tra dialoghi e descrizioni. Quanto tempo dedichi alla ricerca storica prima di iniziare a scrivere?

La ricerca storica è essenziale: non saprei quantificare il tempo che vi dedico, indubbiamente la parte più consistente avviene all’inizio, nella fase di progettazione del romanzo, che comprende ambientazione, trama e personaggi. Ma non c’è un momento, durante la stesura, in cui non abbia sotto mano i testi da consultare, o in cui non mi fermi per verificare la fondatezza storica di qualche dettaglio.

Sempre più case editrici si stanno aprendo al mondo del digital. Cosa pensi degli ebook: fenomeno passeggero o futuro della letteratura?

L’ebook ha il grande vantaggio di non occupare spazio, per chi legge molto è senz’altro una soluzione ottima. Ma non credo soppianterà mai il libro cartaceo. È un po’, a mio parere, come mettere accanto a un’opera d’arte il suo ologramma. La fisicità è quello che fa la differenza, e quando si tratta di parole, il fatto di averle impresse su un supporto fisico che si può toccare e sfogliare, ne fa a tutti gli effetti, un’opera d’arte.

Parlaci dei tuoi progetti per il futuro? Continuerai a farci sognare navigando tra i sette mari o hai in serbo qualcosa di diverso?

Per il momento sto lavorando ancora alla Saga, ma non escludo la possibilità di provare qualcosa di nuovo.

Che lettrice sei? Dacci qualche consiglio di lettura per l’estate, oltre ai tuoi libri, naturalmente! Che libro porterai con te sotto l’ombrellone?

Ultimamente sono più orientata su saggi storici attinenti a ciò che scrivo, più che su romanzi veri e propri. Quindi tutto ciò che riguarda pirateria, navi e vita coloniale. Ma non disdegno un buon romanzo storico, o d’avventura. Oppure accade che una trama mi intrighi, e allora posso entusiasmarmi per romanzi di tutt’altro genere.

 

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2 risposte a Kathleen McGregor: intervista alla regina dei mari e del romance storico d’avventura

  1. maria scrive:

    Splendida scrittrice li ho letti tutti

  2. Loretta scrive:

    Splendida autrice! Spero che la McGregor continui a farci sognare!